Family Values – tavola 32

6.800

matite e chine
Frank Miller

formato tavola
cm. 30.4 x 48

tecnica
matita e china su cartoncino

note
n.d.

Disponibile

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Descrizione

 

SIN CITY #5
FAMILY VALUES
DARK HORSE COMICS 1997

Affari di famiglia (Family Values) è il quinto volume della serie a fumetti Sin City di Frank Miller. A differenza delle altre storie della serie non è stata serializzata su testate regolari per poi essere raccolta in un volume ma è stata pubblicata subito come graphic novel di 128 pagine (nell’ottobre 1997 dalla Dark Horse Comics).

Il noir è fatto da ingredienti immancabili: un potere sadico e perverso, che non dà valore alla vita umana; un antieroe (spesso un detective) che cerca di mettere ordine nel caos, e almeno di salvare la pelle; una femme fatale, un mostro seducente che trascina alla rovina come le Sirene di Ulisse; un contesto di depravazione e deprivazione, una struggle for life che non mostra alcuna pietà per i deboli, un’umanità alla deriva che per sopravvivere accetta qualunque ruolo. Il noir lievita sul crimine e sul peccato.

Fin dall’inizio Miller ha scelto di gestire un nugolo di personaggi nel solito, potentissimo bianco e nero, fatto di sagome sinuose o deformi, fiocchi di neve contro cieli di pece, segni stilizzati che grondano dalla pagina, confezionando storie noir che lasciano senza respiro. Anche in queste 122 tavole, si dipana una storia di ribellione individuale, di vendette riparatorie, di innocenze sfigurate, di giustizia sommaria.

Conosciamo già Dwight, che fin dall’inizio ci dice di avere accettato quel compito non solo perché ha un debito inestinguibile con Gail: l’avrebbe fatto comunque. La sera prima, qualcuno ha fatto una strage, anzi “non hanno tralasciato nulla, hanno fatto a pezzi ogni maledetta cosa”. Siamo già a conoscenza della corruzione della polizia, e conosciamo già la piccola, silenziosa, letale, sadica Miho, maestra delle lame e delle armi da taglio. Senza dire una parola, è Miho la vera protagonista di questa trama.

Il finale della storia dovrà compiersi a Sacred Oaks, quartiere dei ricchi, là dove “sono svelti a rimuovere carne triturata e ossa rotte. Sono abituati a sciacquare via il sangue dall’asfalto prima che abbia modo di seccarsi”. La carneficina è fin troppo ovvia. Non lo è la mirabile entrata in scena di Daisy (fatalissima, inguainata in un abito da sera), un’altra delle ragazze della Città Vecchia, l’amante di Carmen, venuta a dare il colpo di grazia.

Il volume ha vinto l’Harvey Award come “Best Graphic Album of Original Work” nel 1998.