Magnus (Roberto Raviola)

Santa Claus Story

Alan Ford # 30 – Editoriale Corno 1971

Le grandi vacanze

Alan Ford # 38 – Editoriale Corno 1972

Ecologia

Alan Ford # 40 – Editoriale Corno 1972

La minaccia di Aseptik

Alan Ford # 47 – Editoriale Corno 1973

L’inghippo di Bubu

Alan Ford # 54 – Editoriale Corno 1973

Vuoi venire in crociera con me ?

Alan Ford # 56 – Editoriale Corno 1974

Intrigo a Monte Calvo

Alan Ford # 59 – Editoriale Corno 1974

Golpe

Alan Ford # 60 – Editoriale Corno 1974

La Testa di Coccodrillo

Alan Ford # 61 – Editoriale Corno 1974

Una losca vicenda

Alan Ford # 66 – Editoriale Corno 1974

Un illecito sportivo

Alan Ford # 68 – Editoriale Corno 1975

Il volto della verità

Satanik # 11 – Editoriale Corno 1965

Psico

Satanik # 20 – Editoriale Corno 1965

Carneval Crimen

Satanik # 29 – Editoriale Corno 1966

Ghigliottina sul palco

Satanik # 44 – Editoriale Corno 1966

Il faro del golfo nero

Satanik # 47 – Editoriale Corno 1966

La dimensione del terrore

Satanik # 52 – Editoriale Corno 1967

Lo iettatore

Satanik # 105 – Editoriale Corno 1969

La donna che uccise se stessa

Satanik # 108 – Editoriale Corno 1969

La spirale

Satanik # 112 – Editoriale Corno 1969

Biography

Nato a Bologna nel 1939, Roberto Raviola, si diploma all’Accademia di Belle Arti nel 1961 in scenografia, continuando per altri due anni con il corso di decorazione. Durante gli anni universitari, oltre ad un’intensa attività di vignettista goliardico e militanza politica di sinistra, si appassiona ai fumetti e incomincia a disegnare alcune brevi storie. Prima di approdare seriamente al mondo del fumetto fa l’insegnante di disegno ed il grafico pubblicitario. In un primo periodo firma le sue opere come “Bob la Volpe”, poi prende definitivamente il nome di “Magnus”, pseudonimo derivante dal motto goliardico “magnus pictor fecit”, ricordo dei tempi dell’Accademia.

Nel 1964 viene ingaggiato da Luciano Secchi (in arte Max Bunker), uno sceneggiatore in erba che ha deciso di seguire il filone del noir aperto nel 1962 da Diabolik. Per conto della casa editrice milanese Editoriale Corno la coppia Magnus & Bunker partorisce Kriminal e Satanik, a cui faranno seguito Gesebel, Dennis Cobb – Agente SS018 e Maxmagnus.

Nel 1967, Magnus e Bunker creano un nuovo personaggio: Alan Ford, che vedrà la stampa nel maggio del 1969. Le tecniche di disegno di Magnus e l’uso del bianco e nero per ricreare certe atmosfere gettano le basi per un nuovo genere di fumetti che mescola il nero al grottesco. Magnus disegnerà ininterrottamente la saga di Alan Ford fino al numero 75 (settembre 1975), che segna il suo abbandono della Editoriale Corno e la rottura del sodalizio artistico con Max Bunker. Tornerà eccezionalmente a disegnare un numero di Alan Ford in occasione della pubblicazione del n° 200 della serie, nel 1986.

Raviola inizia a lavorare per la Edifumetto di Renzo Barbieri. Dedica questi anni alla ricerca di un nuovo stile, ricerca che risulterà in una rivoluzione dei fumetti di genere erotico. Negli anni settantapubblica: Mezzanotte di morte, Dieci cavalieri e un mago, Quella sera al collegio femminile e Il teschio vivente. Nel 1975 inizia a lavorare alla serie avventurosa Lo sconosciuto che è a tutt’oggi considerata uno dei suoi migliori lavori. Nel 1977 viene pubblicata La compagnia della forca, una saga fantasy a sfondo medioevale, disegnata insieme a Giovanni Romanini.

Durante gli anni ottanta Magnus riprende il filone erotico con Necron, una delle sue creazioni più famose. Partendo dai testi di Ilaria Volpe Magnus disegna dei personaggi grotteschi e paradossali avvalendosi di uno stile che richiama la francese “ligne claire” (un tratto pulito e definito, che abbandona i chiaroscuri del passato). Il risultato è un fumetto porno-splatter a tratti comico, assolutamente fuori dal genere erotico che riempiva le edicole dell’epoca.

Gli anni ottanta segnano anche la svolta filo-orientale di Magnus. A cominciare da Milady, una serie di fantascienza che ruota intorno alle vicende dell’omonima protagonista e che mescola cultura cinese con ambientazioni alla Flash Gordon, erotismo e tecnologia. Delle tematiche simili erano già emerse a metà anni settanta con I Briganti, una saga avventurosa ambientata in un medioevo fantascientifico e ispirata al romanzo cinese del XIV secolo I Briganti. È invece un altro romanzo cinese, Chin P’ing Mei (“Fiori di prugno in un vaso d’oro”), a guidare Magnus nella realizzazione de Le 110 pillole, edito nel 1985. Si tratta di un’opera fortemente erotica che racconta la spirale di sesso e poi di morte in cui si trova imprigionato il ricco farmacista Hsi-Men Ching. Lo stile di Magnus si manifesta sempre più raffinato e maniacale.

Tra il 1987 e il 1991 Magnus pubblica Le Femmine Incantate, sette brevi storie sul tema della femminilità, ispirate anche questa volta da un volume di novelle cinesi. L’impianto grafico è elaboratissimo e richiede lunghi tempi di lavorazione.

Nel 1989, Roberto Raviola inizia quello che viene considerato il suo testamento artistico e il suo lavoro più impegnativo nel mondo dei fumetti: la realizzazione di un albo speciale di Tex Willer (uno dei cosiddetti Texoni) per l’editore Sergio Bonelli. Si ritirerà a Castel del Rio, nell’alta valle del Santerno, e vi lavorerà per sette anni. Il risultato, l’albo intitolato La valle del terrore, sono 224 tavole al limite della perfezione, dai dettagli ricostruiti basandosi su cataloghi dell’epoca allo stile grafico appositamente adattato alle necessità dell’ambientazione western. L’autore, malato da tempo di tumore al fegato, morirà pochi giorni dopo aver consegnato l’ultima tavola del suo immane lavoro.

In contemporanea con l’estenuante lavoro sul Texone, Magnus stava portando avanti un progetto dal titolo Il Conte Notte, che avrebbe dovuto impiegare elaborate (per l’epoca) tecniche di colorazione al computer, ma che non riuscì a portare a termine causa l’improvvisa scomparsa. Dell’opera restano solo poche pagine incomplete. (da Wikipedia)

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